giovedì 17 dicembre 2009

Shanghai

Il mio aereo è atterrato alle 6.30 del mattino (ora locale) e dal finestrino si vedeva un po' di nebbia.
Dopo 11 ore di volo diretto Malpensa – Pudong eccomi nella città sul mare. Non ci sono andato in vacanza, bensì per lavoro.
Non sto qui a dirvi cosa faccio, magari metterò una foto nella gallery, così se qualcuno avrà occasione di andarci, e visiterà l' EXPO, dirà “Ecco, quello lo ha fatto quel tipo del blog!”
Shanghai, è una città enorme, è vero che non è l'unica, ma per me che avevo visitato solo al' Italia, trovarmi in una città di 20 milioni di abitanti, con strade a 4 corsie  03 dicembre 011.jpgper ogni senso di marcia, più una tangenziale sopraelevata, è stato un impatto molto forte. La maggior parte del tempo l' ho passata in cantiere, ma nel viaggio dall' albergo e nel ritorno la sera, guardavo cm per cm dal finestrino del taxi quello che c' era fuori.
Già proprio il taxi. Si perchè a Shanghai, è il mezzo più comodo e forse anche il più economico che ti porta esattamente dove vuoi tu. Beh! Non proprio esattamente, ma li non ci puoi fare niente, a meno che non conosca la strada e la lingua, per spiegare al tassita, che sta sbagliando. Fortunatamente, a me è sempre andata bene. Naturalmente, bisogna anche avere un biglietto con l' indirizzo di dove vuoi andare scritto in cinese.
Da qualche tempo, in città hanno appeso cartelli ovunque con la scritta “better city, better life” 26 novembre 014.jpge la cosa sorprendente, è che loro i cinesi, ci credono; il problema è che sono avvolti da una cappa di smog, che ti fa venire una strana tosse, e ti passa solo quando atterri alla Malpensa.
Però io li ho visti tutti col sorriso sulla bocca e tutti pronti ad aiutarti, o comunque molto curiosi di scoprire chi ero e visto che non avevo gli occhi a mandorla, anche da dove venivo.
Italy, I'm from Italy, loro capivano solo Italy, e ridevano. Ridono sempre, sono ottimisti.
Passando a piedi per le vie della città, si incontra di tutto. I mercati rionali, con frutta, verdura, pollame e pesce fresco (ancora vivi) e molti sgabuzzini, dove trovi le specialità locali, cucinate in qualche modo, con bombole di gas vicino al sacco della farina e un secchio pieno di uova.
20 novembre 019.jpgNon mancano poi i negozi di sigarette; la cosa particolare, è che a prima vista sembrano telefoni cellulari, per come sono disposti nelle vetrine, invece poi scopri che sono pacchetti di sigarette. Tra un quartiere e l' altro, si trovano degli strani attrezzi per la ginnastica, dove le persone anziane si ritrovano e tra una chiacchiera e l' altra, fanno pure un po' di attività fisica all' ombra di enormi grattacieli che nascono come funghi. Nelle mie 5 settimane trascorse a Shanghai, ho calcolato che più o meno costruiscono un piano al giorno. E negli ultimi anni, ne hanno costruito davvero tanti. Forse troppi, ma il loro obbiettivo è quello! Diventare grandi il più in fretta possibile. Grattacieli enormi appunto, bellissimi, pieni di luci che di notte ne delineano i profili, ma sotto, tra le vie più nascoste, trovi case fatiscenti, polvere e condizioni igieniche precarie. I cinesi, hanno il terrore delle malattie, quando arrivi all' aereoporto, ti controllano la temperatura, e ti fanno compilare un foglio dove devi scrivere se negli ultimi gg hai avuto contatti con persone con i sintomi dell' influenza. In città molti girano con la mascherina, perchè l' aria è irrespirabile.
Poi c' è l' aspetto storico della città. 20 novembre 028.jpgIl tutto racchiuso in quella che chiamano “la città vecchia” che ormai di vecchio ha solamente i tetti delle case. Il resto, sono tutti negozi, dove trovi di tutto e di più. Addirittura interi scantinati raggiungibili attraverso strettissime scale di legno, dove trovi borse, orologi, telefoni, di ogni marca e di ogni prezzo. Decine di negozi dove poter comprare tutto il necessario per il te, le lanterne, gli aquiloni, i vestiti, insomma, c' è di tutto e a prezzi veramente stracciati. Poi se un prezzo non ti va, basta insistere un momentino, e l' affare è fatto. Ci si diverte anche a fare acquisti.





venerdì 6 novembre 2009

Follia

E' con grande piacere che vi mostro il filmato della costruzione e del varo della mia barca. Per qualsiasi informazione riguardo la costruzione non esitate a scrivermi. follia15@gmail.com






venerdì 23 ottobre 2009

Isole Seychelles

SCOPRITE UN PARADISO

Le Seychelles: un paradiso terrestre che merita di essere scoperto.
Lo slogan principale che ci attira con fotografie dalle bianche spiagge, cieli azzurri e infinita pace.
Tutto vero ma quando sei lì scopri che c’è molto altro.
Le Seychelles sono un mondo a sé. 01.jpg
Le fotografie non rendono giustizia a quello che sul campo risulta essere non un mondo tridimensionale ma a più dimensioni.
Le dimensioni che scopri sono quelle dei 5 sensi più altre che forse non sapevi neppure di avere, perché alle Seychelles, le sensazioni stesse sono dimensioni così forti che ti perdi.
Arrivi e subito ti accorgi che l’aria è diversa.
Potrebbe essere vento visto l’intensità ma è calda e profumata come una brezza.

TRASPORTI PER ARRIVARE A PRASLIN
Per arrivare alle Seychelles con il volo di linea AirSeychelles si sta in volo per circa 9 ore.
Una volta arrivati si viene agganciati dal tour operator che ha in consegna i nomi e accompagnati fuori dall’aeroporto al banco check in dei voli locali.
Qui è importante avere l’aeroplanino prenotato per poco dopo l’arrivo a Victoria perché difficilmente si può modificare la partenza con un altro aereo e si rischia di dover aspettare anche più di un’ora in aeroporto.
03.jpgL’aeroplanino di linea è piccolo con pochi posti e il volo per Praslin dura circa 15minuti. A cielo sereno si vedono le isole dall’alto nel loro splendore, si vede la vegetazione rigogliosa, le corone di spiaggia bianca e purtroppo su alcune la linea netta delle piste d’atterraggio che separano le palme in due settori (una visione che lascia davvero tanta amarezza) oppure in altre cantieri di villette costosissime (3.000.000 di dollari per una casina a pochi metri dalle altre con mega vetrata e vista sull’oceano ).
Atterrando si avverte subito l’aria diversa e ci si dirige verso l’uscita dell’aeroporto dove sempre l’incaricata del tour operator vi farà salire su pulmini che vi condurranno all’hotel.
Le strade sono poche e i percorsi ben studiati.
Per arrivare a Le Duc du Praslin (penultimo sul tragitto, circa mezz' ora dall’aeroporto) si possono scoprire non solo gli altri hotel e villaggi ma anche una striscia della famosa foresta del coco de mer. E’ come fare un safari, io non riuscivo a parlare a dir nulla, ero completamente a bocca aperta davanti alle strisce di oceano azzurro e a quelle palme dalle mille forme e misure.

LE DUC DU PRASLIN
L’hotel scelto da noi, perché di hotel si tratta è stata una sorpresa unica. Ci aspettavamo un hotel tranquillo a poca distanza dalla spiaggia e simile ad un hotel dei nostri. Invece. Tutt’altro.
Ci siamo ritrovati in un ambiente davvero accogliente, il legno è predominante in tutto dalla struttura all’arredamento ai suppellettili. La struttura principale, reception, ristorante, bar sono immersi in un giardino curatissimo di palme e banani e orchidee in fiore, il tutto contornato da un ruscello zen con enormi pesci rossi pomellati di nero argento e ocra.
Uccellini rossi e piccole colombine saltellano sulle staccionate , sui vialetti, sui tavolini della colazione. Alla reception parlano inglese o francese.
06.jpgLe camere, veri e propri appartamentini. La nostra, la superior, legno e colori neutri, un bagno enorme con una vasca altrettanto stupefacente e una doccia originalissima con un passaggio per un piccolo giardinetto esterno, privacy totale , con doccia all’aperto e brandina. Aria condizionata e ventilatore a pale. The e caffè a disposizione con bollitore. Loggia con poltroncina matrimoniale tavolini e sedie. Balconata che da sulla rigogliosa vegetazione. Oziare prima di cena è regale.
Sistemazione della camera la mattina e anche la sera mentre si è a cena.
La colazione abbondante soprattutto di frutta (bellissime le piccole bananine e spettacolari i colori della frutta esotica) cameriere e personale estremamente servizievole e attento ad ogni particolare. La cena un’alternanza di serate a tema (cucina locale-cucina internazionale) a buffet e serate alla carta con menù completi dall’antipasto al dolce degni di servizi fotografici e degni di lode per il sapore e l’originalità delle combinazioni di ingredienti.
Prima o dopo cena speciale un cocktail al bar.
Inoltre la possibilità di cenare al Cafè des Artist a pochi metri da le Duc e vista sulla spiaggia con uno sconto del 20% per i clienti del Le Duc.
Internet gratuito nella saletta vicino alla piscina, chiedendo la password alla reception.
La spiaggia a nemmeno un minuto di cammino e accanto al Cafè des Artist i lettini sono gratuiti per i clienti dell’Hotel. Guardando la spiaggia e girandovi poi alle vostre spalle noterete un piccolo chiosco immerso nella vegetazione. All’interno povere tartarughe giganti recluse in pochi metri quadrati vi guardano con occhi tristi. A detta degli abitanti sono felici perché si sentono al sicuro. A detta del mio cuore è tutt’altra cosa.

PRANZI E CENE
Il pranzo non è assolutamente un problema sulla Cot d’or ma nemmeno sulle altre spiagge. Sulla cot d’Or il mio consigli spassionato è di pranzare con i BB, i Beach Boys. Ragazzi locali anche giovanissimi che la mattina escono a pescare sulle loro barchette colorate e super motorizzate.
Il bottino sono pesce pappagalli e pesce di barriera.09.jpg
Il tutto cotto direttamente sulla spiaggia intorno a mezzogiorno, il tutto servito su piatti di ceramica e con stoviglie vere : pesce arrostito e speziato accompagnato da insalata o carote, salsa creola, salsa al pomodoro e riso cotto al vapore profumatissimo. Il tutto per circa 10€.
I turisti appena arrivati li riconosci perché schivano questi ragazzi abbozzano un no freddo e veloce. Ma dopo un giorno la curiosità è troppa e vi assicuro che pranzare sulla spiaggia, seduti sul tronco di una palma, col profumo della legna ardente e la simpatia di questi ragazzi è un mondo a sé. E’ un sospiro lungo di piacere e pace.
Per le cene i ristoranti offrono ogni bontà ci sono anche servizi bufet con pesce, menù creolo e tante verdure oltre dolci fatti con cocco e banana di ogni tipo (appiccicosi e un po’ troppo dolci).

LA SERA
Non pretendete la vita notturna o di cenare a tarda serata perché in alcuni punti la corrente non c’è , come a la Digue e l’unico modo per girare è avere delle torce. Sulla Cot d’Or la presenza di hotel e villaggi permette luce per le strade ma la vita si placa intorno alle 22 per risvegliarsi solo la mattina. Non cercate pub, bar, posticini in cui bere qualcosa, ristoranti in cui fermarsi fino a tardi.
Alle Seychelles la vita notturna non è contemplata.
Mi hanno parlato di una discoteca sulla Cot D’Or ma ho sentito commenti piuttosto negativi da parte di altri Italiani..forse si aspettavano qualcosa come le nostre discoteche..ma ovvio..non può essere cosi.
In alcuni villaggi più grandi fanno concertini serali o minicomplessi accompagnano la cena ma tutto fino ad una certa ora..ovvero le 23 massimo.

LA GIORNATA
A differenza di quanto io stessa immaginavo e probabilmente di quanto molti pensano di trovare Le Seychelles di giorno non sono luoghi di sola spiaggia e mare ma le attività sono molto e con un po’ di volontà si può tranquillamente arrivare a sera esausti.
A la Digue le bici sono l’unico mezzo per cui girare l’isola con questo mezzo e visitare le spiagge più belle compresa la spiaggia BILBOA così chiamata perché vi hanno girato una famosa pubblicità della Bilboa , ci sono i campi di vaniglia e il parco nazionale da visitare con l’antica ruota per macinare il cocco e l’essiccatoio ancora attivo. Su Praslin le attività sono infinite.
11.jpgSulla Cot d’Or ci sono ben due chioschi che vi porteranno a fare diving, se non l’avete mai provato o non avete il brevetto nel giro di una mattinata effettuerete il corso teorico, la prova in piscina e poi l’immersione anche fina 9metri e alla fine vi rilasceranno il brevetto.
Lo snorkeling invece è gratuito e fantastico ovunque. La zona più bella è sicuramente a nord si Praslin ma anche sulle altre spiagge i pesci circolano sereni e tranquilli anche a poca distanza dalla riva e gli avvistamenti sono frequenti.
Circolare in bicicletta (circa 30 € una coppia di biciclette fino alle 17 del pomeriggio) su Praslin direzione Nord è veramente faticoso, vi troverete dinnanzi ripidissime salite e altrettanto ripide discese (controllate i freni e los tato delle ruote), le strade sono asfaltate e in perfette condizioni, ma ci vuole davvero coraggio. Io vi assicuro che alla fine, comunque, vi sentirete speciali per aver potuto vedervi sfrecciare sulla testa un pipistrello mentre vi arrancavate nella salita.
Oppure noleggiate un auto, circa 60€ a giorno tramite l’hotel.

GITE
Gite in barca sono alla portata di tutti e tutti i giorni. Ci sono quelle organizzate dalle agenzie locali che potrete contattare tramite l’hotel ( circa 80€ a testa per trasporti in bus-barca-benvenuto sull’isola-pranzo a buffet-visita ai parchi)e ci sono quelle organizzate sempre dai BB, con le loro barchette, vi portano la mattina e vi riprendono la sera oppure vi portano sulle zone di snorkeling magari poco raggiungibili dalle spiagge e vi aspettano sulla barca mentre voi vi godete il paesaggio subacqueo, oppure potete prendere il catamarano che fa spola tra le isole più grandi e giravi poi l’isola scelta in tutta autonomia o su altre l’aeroplanino.

SHOPPING
Sulla cot d’Or il villaggio dei pescatori è una lunga via contornata da piccoli supermercati rustici e afosi che vi potranno dare acqua (sicuramente più economica di quella dell’hotel) bibite (occhio alla scadenza) biscotti (provate i Marie), il famoso the locale e generi di prima necessità, ci sono souvenir shop con più o meno le stesse cose (oggetti in legno di cocco, saponette e olio al cocco e vaniglia, cappelli di foglie di palma intrecciate, camicie copricostume, le classiche cartoline, libri fotografaci fantastici delle Seychelles viste dall’aereo, vasi in legno decorati, conchiglie (da non comprare!non sono a autoctone e spesso illegali) e il famoso COCO DE MER (lo riconoscerete per la forma insolita, le grandi dimensioni il peso e il costo..per poterlo comprare con sicurezza assicuratevi che vi sia il certificato)ma non gli stessi prezzi. Ci sono bancomat (alcuni solo VISA) per prelievo di moneta locale-dolalri o euro e ristorantini, e le fermate dell’autobus, un’ ottima idea per girare l’isola tranne la domenica quando gli orari e le corse non sono rispettate.

SPIAGGE E OCEANO E CLIMA
Le spiagge sono tutte favolose. Sono una di quelle dimensioni di cui parlavo..la dimensione magica. Lo stupore ogni volta che se ne vede una è incredibile.
16.jpgOgnuna ha una sua particolarità che va scoperta, esplorata, soggiogata.
Io ho adorato la Cot’d’or, la sua spiaggia è puro borotalco umido e vellutato.
Ma, proprio alle Seychelles mi sono a corta che il paradiso è ciò che dentro hai bisogno di trovare. Quella spiaggia poteva esserlo per me ma non per altri.
Per cui non sto a descriverle ma a dire che
Le spiagge bianche senza pezzetti di corallo e senza alghe si hanno nei mesi di stagione quindi da ottobre a dicembre e da febbraio a maggio.
A detta degli abitanti il mese migliore è assolutamente APRILE.
Ma durante le due stagioni l’oceano è sempre piatto e la spiaggia bianca. Nei mesi intermedi si ha la possibilità di vedere raramente la pioggia, sono i mesi secchi ma sempre a detta degli autoctoni oramai le mutazioni climatiche hanno contagiato anche il paradiso e quest’anno, 2009, ha piovuto tutti i giorni da giugno a ottobre.
Il bello è che l’acqua è calda e accogliente anche se fuori piove a dirotto.
Quindi riassumendo:
OTTOBRE/DICEMBRE e FEBBRAIO/MAGGIO = spiagge bianche senza alghe, oceano piatto, temperatura costante ma probabili acquazzoni di mezzora/un’ora. Leggermente più ventoso.
ALTRI MESI = dovrebbero essere i mesi più secchi, ma non è detto, l’oceano è più mosso e la spiaggia risente delle maree che portano alghe e pezzetti di corallo.
APRILE = il mese migliore in assoluto.

Una precisazione: alle Seychelles non ci sono alte e basse stagioni. Strutture e hotel hanno quasi gli stessi prezzi tutto l’anno. Che influenza il prezzo è l’affluenza della gente, quando è più alta le strutture ricettive hanno meno disponibilità e aerei di linea e locali aumentano i prezzi.


LA MAREA e LE NUVOLE
Parlando di settembre. Parlando della Cot D’Or.
L’oceano la mattina è calmo e basso e lascia la spiaggia di circa 10/15 metri di larghezza per lunghe camminate.
Veso mezzogiorno inizia invece ad alzarsi la marea e nel pomeriggio di spiaggia non ne è rimasta che una sottilissima striscia. L’acqua resta bassa ma copre tutta la spiaggia.
19.jpgTornandovi la sera dopo cena ecco che di nuovo si è ritirata.
Spettacolare passeggiarvi la sera, con la luna piena.
Incredibile vedere le nuvole passare sottili, quasi sfumate, davanti alla luna.
In cielo.
Ma non solo.
Se osserverete la spiaggia riflettere la luna nel suo biancore noterete anche le ombre delle nuvole sfrecciare sotto i vostri piedi senza offuscare la luce. È una sensazione unica. È magica.


PARADISO CHE NON LO E’ FORSE PIU’
Parlo così e racconto della bellezza struggente dei colori, della strabiliante vegetazione, del fantastico oceano, del cielo incredibilmente vicino, delle nuvole che quasi ti sfiorano, del sole che ti avvolge, della sabbia bianca che ti rimane sulla pelle ma non ti vola negli occhi, dei pezzettini di corallo bianco che ti pungono il tallone, dei pesci che ti sfiorano le gambe, degli occhi delle tartarughe neri e rugosi, del suono delle foglie delle palme che vibrano al vento, del profumo di pesce arrostito, dell’intenso sapore di sale dell’acqua…di tutto ciò che le Seychelles sono, nel loro vero mondo.
20.jpgParlo di questo ma non del segno che negli occhi mi hanno lasciato le strade, le auto e i furgoncini che a due passi dalle bellissime spiagge sfrecciano inquinando l’aria quasi come in una nostra città, le guide turistiche che ti insegnano come nascondere pezzi di corallo o conchiglie nelle valigie, le numerose barchette a motore che puntellano l’acqua a pochi metri dalla costa, i recinti per le tartarughe di pochi metri quadrati, i piatti del pranzo in spiaggia lavati direttamente nell’oceano dagli abitanti locali, le colline di palme devastate dai cantieri di case costosissime o dalle piste di aerei…
Il paradiso che ho potuto vedere e ammirare mi ha lasciato tanta pace dentro quanta tristezza per tutto questo. Questo che non è Seychelles, che non è nemmeno “turismo sconsiderato” ma che è praticamente politica di sopravvivenza di queste isole che vivono solo di cocco e turismo e che quindi permettono cose che sicuramente dovrebbero essere più tutelate .
Una profonda tristezza.
Sicuramente non tutte le Isole dell’arcipelago sono così. A la digue le auto non sono permesse a la Grand Soeur le tartarughe sono libere. Ma a Praslin questa era l’immagine che avevo davanti.
Silvia e Glauco


martedì 29 settembre 2009

Alberobello

Le origini della cittadina risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando, piccolo feudo sotto il dominio degli Acquaviva, conti di Conversano, cominciò a popolarsi di contadini che resero la selva (così denominata) fertile. I conti autorizzarono i coloni a costruire le abitazioni a secco, in modo da poter essere dirute in caso d'ispezione regia, poiché la nascita di un agglomerato urbano esigeva il pagamento del tributo secondo la prammatica de baronibus; con l'astuta proposta si evitava il balzello. Correva l'anno 1797 e un gruppo di coraggiosi alberobellesi, stanco della precaria condizione, si recò a Taranto per chiedere ausilio al re Ferdinando IV di Borbone che ascoltò e promise. Il 27 maggio 1797 il re emanò un decreto con il quale il piccolo villaggio divenne libero

Trullo.jpg
Trulli (dal greco tardo τρουλλοςcupola) sono antiche costruzioni in pietra "a secco", coniche, di origini protostoriche; tuttavia, nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all'età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale. I trulli più antichi di cui ci resti traccia oggigiorno sono stati costruiti nel XVI secolo a ridosso del promontorio pugliese della Murgia.
I Trulli sono stati dichiarati patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

E' aperta la prima lavanderia automatica di Alberobello
si trova in Via Manzoni
per informazioni 377 1933972