giovedì 4 dicembre 2014

Ugo Piccioli campione europeo degli 800

Il 30 agosto 2014  a Izmir in Turchia il nostro pazzo amico ha voluto davvero esagerare. Infatti  Ugo ha realizzato il suo più grande sogno conquistando il titolo di Campione Europeo degli 800. Il nostro Campione ha fatto una gara tatticamente perfetta superando negli ultimi 200 metri il ceco Serafin (Campione Europeo dei 1500) che aveva condotto a ritmi molto alti la gara e che poi ha “matato” il vice campione del mondo lo spagnolo Rosello e l'altro ceco Cepek. 2'02''05 il tempo finale. Mamma mia quante emozioni ha vissuto sia al traguardo che sul podio cantando l'inno di Mameli. Si corona un sogno dopo tanti sacrifici e la medaglia l’ha vinta proprio nella specialità di cui è innamorato, gli 800 metri. Soddisfazione totale perché conquistata esclusivamente attraverso le sue doti, duri allenamenti, tanti  sacrifici, grande determinazione, grinta e fiducia in sé stesso.

In questi Europei il nostro amico campione ha conquistato pure la medaglia d'oro con la staffetta 4x400 e la medagli di bronzo nei 1500. FANTASTICO UGO :-) 


mercoledì 1 ottobre 2014

Ugo Piccioli cala il poker Tricolore

Il  5 e 6 luglio a Modena il nostro caro folle amico Ugo Piccioli non finisce più stupirci e vince altri 2 ori ai campionati Italiani di Modena sugli 800 e 1500 e li aggiunge a quelli già conquistati ad Ancona.  Il nostro Campione di Adrara in 5 mesi ha fatto faville lasciando agli avversari soltanto le briciole. Nel 2014 Ugo ha infatti conquistato  4 ori su 4 vincendo 4 titoli di campione italiano indoor e outdoor negli 800 e 1500 e stabilendo ben 3 record italiani sugli 800, 1000 e miglio.

Ecco il video della vittoria di Ugo nei  1500 corsi sabato 5 luglio. Per  3 quarti di gara vediamo il   campione di Adrara S.Rocco controllare il forte rivale ovvero campione italiano uscente del 2013 il romano Solito Fabio. Ugo ai 250 metri finali  supera  l’avversario e sfreccia  l’attacco decisivo con una progressione semplicemente spettacolare come scandisce bene lo speaker.  Grande controllo tattico di gara e netto vantaggio finale.




martedì 10 giugno 2014

Varo di Follia Latina


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Eccoci dunque al giorno della verità. Follia Latina è pronta per il battesimo dell' acqua. 
Sabato 7 giugno ho caricato la barca sulla mia auto, e fin qui tutto bene. Sono partito alla volta di Tavernola Bergamasca e arrivato al piccolo scivolo davanti alla caserma dei Carabinieri, ho notato subito un forte vento. Bene ho pensato, non ho perso tempo, ho scaricato la barca, montato l' albero, i remi, ho messo in coperta qualcosa di commestibile, nel caso di prolungata assenza dalla riva o naufragio e sono partito con mia moglie.


Come ho detto in precedenza, il vento era già forte e uscire a remi è stata un impresa soprattutto per me che non avevo mai remato. Li ho capito subito che era meglio avere 2 pagaie.
Una volta usciti, dal porticciolo, ho cercato di tenere la barca controvento per poter issare la vela. Vista l' intensità del vento e la mia poca esperienza con la vela latina, ho preferito partire con un andatura di poppa. Per 5 minuti la barca sembrava che volasse, poi ho cominciato a non sentire più la tensione sulla barra del timone. Una rapida occhiata mi ha fatto capire che qualcosa non andava per il verso giusto. Da buon capitano, ho ordinato subito al mio equipaggio di ammainare la vela perchè una barca senza timone è come un auto senza volante, tanto per intenderci. Solo che sulla macchina, puoi frenare, perchè il motore fa parte della macchina stessa, in barca no, perchè il motore è il vento. L' equipaggio, anche se un po' spaventato, mia moglie, ha obbedito subito agli ordini e dopo aver constatato che eravamo tutti a bordo sani e salvi, abbiamo riordinato le idee. In pratica una cerniera del timone, non ha retto a causa delle viti troppo corte.
Mea culpa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Riavvolto la vela e riportato a bordo il timone, fortunatamente non ho perso la cerniera, abbiamo deciso di tornare al punto di partenza a remi. che però era distante almeno 150 mt in senso longitudinale al lago, perchè il forte vento ci aveva spinto a Nord. Dopo 10 minuti di inutili vogate controvento, qualcuno da lassù ha pensato bene di mandarci i soccorsi, e infatti, è transitato a pochi mt un natante al quale ho chiesto un passaggio. Il simpatico diportista, ci ha trainato fino al punto da dove eravamo partiti e dopo ancora qualche remata, siamo tornati sulla terra ferma. Abbiamo caricato sull' auto la barca e tutti i "ferri" e ci siamo messi nel prato a fare merenda. Tutto è bene ciò che finisce bene.
Sabato sera ho aperto la scatola delle viti, quella che tutti hanno e dove puoi trovare tutte le misure possibili immaginarie, ma magari ti servono 4 viti e ne hai solo 3. Vero che tutti ce l' avete?
Beh a me servivano proprio 4 viti e ne avevo 5. Incredibile me ne è rimasta una di scorta. 
Per non perdere tempo ho lasciato la barca sul portapacchi e l' indomani, siamo ripartiti per Tavernola. 
Dopo 45 minuti di calma piatta, il vento si è alzato proprio quando le onde ci stavano mettendo in rotta di collisione con il traghetto. Non ho voluto ingaggiarlo, per non far fare brutta figura al capitano, quindi ho cambiato rotta.
Che dire, la vela latina nonostante i suoi 4 mq ha dimostrato un buon rendimento considerando che eravamo in 2. Il vento non era quello del giorno prima, ma per la prima uscita è stato l' ideale. Dopo 4 ore di boline e traversi, siamo tornati a riva e nonostante la stanchezza, abbiamo remato per gli ultimi 30 mt. 
Il sistema di caricamento sulla macchina ha funzionato alla perfezione e in 20 minuti la barca è pronta a salpare. 


Cercherò durante le prossime uscite di fare altre foto
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mercoledì 7 maggio 2014

Ci siamo quasi


Dopo alcuni mesi di progettazione e duro lavoro, ecco completato il sistema di carico e scarico della barca sul porta pacchi della macchina. Ci sono alcune piccole regolazioni da fare, serviranno due cinghie per fissare meglio la barca, non vorrei perderla per strada e per ultimo ma non meno importante una bella pitturata.
Prossimamente posterò le foto con la vela, quando anche lo scafo sarà completato.
Per chi fosse interessato al progetto del porta barca, mi può contattare, e sarò felicissimo di aiutarvi
Andrea







martedì 29 aprile 2014

Record del Miglio (1609 mt)

Abbiamo ormai finito gli aggettivi per definire il nostro folle amico Campione atleta Ugo Piccioli.
Infatti Sabato 12 Aprile a Milano  Ugo Piccioli ha stabilito il nuovo record italiano cat. SM45 del "miglio" correndolo  in 4’36’’58
Per il nostro folle amico  battere questo record è stata un’ impresa molto ardua  perché non ha avuto il supporto di nessun atleta che gli “tirasse” la gara.  
Ugo ha quindi dovuto metterci una determinazione supplementare e ha compiuto un grande sforzo fisico e mentale.
Ha infatti corso dal primo all’ ultimo metro da solo con una leggera brezza di aria che faceva da attrito al suo corpo in movimento. Il  Campione di Adrara S. Rocco ha impostato un ritmo molto regolare (ha corso con il cronometro in mano per controllare i passaggi ogni 200 metri).  Al passaggio dell’ultimo giro era in ritardo di 1 secondo sulla sua tabella-record, però con un 400 finale molto veloce corso in 67’’04  è riuscito nell’ impresa, nonostante gli ultimi 100 metri si sia ritrovato un pochino di acido lattico nelle gambe. La gioia finale e l’emozione sono stati immensi. Come si vede dal video  la fatica era ben visibile sul suo volto.
Da Adrara S. Rocco erano venuti a sostenere questa impresa alcuni  tifosi,  primo tra tutti  il papà Paolo (81 anni e non sentirli) che è orgogliosissimo di suo figlio ed è il suo primo tifoso. Tutte le energie Ugo le ha sicuramente prese dal DNA di suo papà.  Ugo ha  dedicato questo record a lui e a sua mamma Rosiliana. Erano inoltre presenti il miglior amico  Giuseppe Betti con la fidanzata Viviana Moccia e un' altra neo tifosa milanese/adrarese speciale Flora Betti la quale ha portato il fratello e il papà Bortolo il quale all'arrivo era molto commosso. Molto belli e sinceri gli attestati di stima da parte di tutti gli atleti presenti i quali hanno sostenuto e incitato Ugo durante la gara e poi si sono complimentati per il grande risultato ottenuto in condizioni difficili.
Ricordiamo che Ugo ha ottenuto il suo secondo record italiano dopo quello degli 800 indoor.
Inoltre Ugo si è già messo in tasca 2 titoli di Campione Italiano indoor degli 800 e 1500.
La stagione all'aperto è iniziata nel migliore dei modi, tutto il resto lo scopriremo nelle prossime gare.


giovedì 27 marzo 2014

Non si ferma più

Il nostro pazzissimo compaesano Ugo Piccioli sembra che non voglia mai finire di stupirci.
Ma stavolta ha davvero esagerato e si è trasformato in un vero e proprio  pazzo cannibale vincendo ad Ancona  ben 2 Titoli di Campione Italiano sugli 800 e 1500.  
Ugo è entrato così nella storia del nostro piccolo paese essendo il primo adrarese a vincere il titolo di Campione d’Italia.

La gara sui 1500 Ugo l’ha vinta abbastanza facilmente,  dopo un primo 1000  molto lento, gli è bastato incrementare il ritmo gli ultimi 500 metri per avere la meglio su tutti gli avversari. La gioia  è stata davvero tanta perché Ugo ha vinto la sua prima maglia tricolore della sua lussureggiante carriera.


Nella gara degli 800 ha compiuto un vero e proprio capolavoro tecnico-tattico perché battere il suo  amico e campione europeo in carica Francesco D’Agostino non è stato per nulla facile. Ugo ha condotto la gara dal primo all’ultimo metro, ma il suo forte avversario gli  è stato vicino per tutta la gara.  Gli ultimi 100 metri ha tentato di recuperare quei 3 metri che lo distanziavano da Ugo, ma il nostro campione ha resistito all’attacco andando a vincere anche quest’altro titolo.
Ugo ci ha creduto fino alla fine e ce l'ha fatta. E’ stato davvero bravissimo ed è entrato nella storia adrarese.
Ad Ancona Ugo ha avuto il supporto di 2 tifosi speciali, ovvero del suo miglior amico Giuseppe accompagnato dalla fidanzata Viviana i quali si sono fatti ben 900 chilometri e 9 ore di auto per non perdere l’impresa di Ugo esponendo lo striscione che avevano fatto fare e che incoraggiava Ugo a vincere il titolo italiano.
L’emozione è stata davvero fortissima e Ugo ha potuto condividere la sua immensa felicità con i suoi 2 amici.
Ugo ha coronato così il sogno che inseguiva da anni.
Gustatevi i video che meglio testimoniano le imprese compiute dal nostro folle amico e che mettono in risalto la sua gioia incontenibile.

Gara degli 800

Gara dei 1500


giovedì 6 marzo 2014

Caricare la barca sull' auto

Voglio mostrarvi il prototipo del porta barca che realizzerò per Follia Latina la deriva da 3 mt che sto costruendo. Il progetto non è una mia invenzione ma ho preso spunto da un' azienda australiana che li commercia. On line trovate decine di video di questo sistema che permette di caricare le barche sul portapacchi dell' auto semplicemente schiacciando un bottone. Io non userò un argano elettrico, perchè costa più della barca, bensì un semplice verricello manuale. 
Sul sito www.diecipiedi.it, trovate altri sistemi molto più semplici ma ugualmente validi e funzionali.
In un primo momento ero intenzionato a realizzare un sistema che mi permettesse di togliere la barca lateralmente, ma poi ho pensato che in spazi ristretti, mi sarei trovato in difficoltà allora ho avviato le ricerche su internet e devo dire che questi australiani ne sanno una più del diavolo
Avevo già realizzato il modello in scala della barca quindi assemblare il prototipo del porta barca è stato semplice. Facendo modellismo navale avevo già tutti i listelli. La cosa più importante è il punto di fissaggio delle funi che sollevano la barca. Nel modello reale, i rulli che qui ho semplicemente incollato, avranno un sistema di regolazione per poter bilanciare i pesi della barca ed evitare che una volta sul tetto della macchina non cada rovinosamente. La posizione delle funi fa si che tutto sia bilanciato e nel modello in scala credo di esserci andato molto vicino. La barca in scala è molto leggera e non fa attrito sul rullo trasportatore (quello con lo scotch verde) pertanto la "calata" urge di una leggera spinta con la mano.
Tutto il telaio verrà realizzato in alluminio e peserà circa 25 KG.


video

Dovrei cominciare la costruzione del telaio in alluminio fra qualche settimana e realizzerò poi il filmato con la barca e soprattutto la macchina vera, non una scatola di cartone, perchè servirà un tubolare fissato al paraurti per far appoggiare la barca in fase di discesa. Il tubolare andrà fissato nel vano del gancio di traino che io ho già. Cercherò comunque un' altra soluzione per agevolare chi non ha il gancio di traino. 

mercoledì 26 febbraio 2014

Record Italiano SM45 Indoor

Il nostro folle amico Campione di Adrara San Rocco Ugo Piccioli non finisce mai di stupire e stupirci. Dopo aver battuto il record del mondo del Giro della Glera, domenica a Padova ha ottenuto un fantastico record italiano sugli 800 indoor cat.SM45 correndoli in 2’00’’76.
Ugo ha  compiuto un’impresa nell’impresa perché ha tirato da solo la gara dal primo all’ultimo metro. Sapeva di valere il record, ma correndo praticamente senza avversari era un’impresa davvero molto difficile.  Per realizzare questa record  si era preparato  molto bene sia fisicamente che mentalmente. Ha ripassato più volte il film della gara e  l’ha messo in pratica senza sbagliare nessun passaggio:
 29’’11 - 59’’20 - 1’30’’11.   La cosa che gli ha fatto più piacere è stata la telefonata  poco prima della gara  del suo amico-rivale Francesco D’Agostino (detentore del record precedente in 2’01’’63) il quale gli ha fatto un grosso e sincero in bocca al lupo per il tentativo di battere il suo record.  Questo è il clima che regna nel mondo dell’atletica,  rivalità sana e sportiva, grande amicizia, stima  e rispetto reciproco.  Ugo sta iniziando a raccogliere i frutti dei tanti sacrifici e duri allenamenti  che sta facendo da  4 mesi.  Ora si gode  fino in fondo  questo grandissimo risultato e la soddisfazione è ancora maggiore perché  è tutto frutto esclusivamente delle sue  doti fisiche, mentali e di duro lavoro (Ugo da sempre è  contrario e fa  uso nemmeno del benché minimo integratore ancorchè lecito).  I prossimi appuntamenti per il nostro campione sono i campionati italiani tra 15 giorni ad Ancona dove Ugo tenterà di conquistare la maglia di Campione Italiano sui 1500 e a fine marzo cercherà un importante piazzamento ai Campionati Mondiali Indoor in programma a Budapest.                                         
Forza Ugo, sei forte e ce la farai.



martedì 25 febbraio 2014

Potatura secca

Siamo alla fine di febbraio e le giornate si allungano. Il sole comincia a riscaldare l' aria e la natura si risveglia lentamente. Anche le nostre piante di uva, che avevamo lasciato a ottobre con le foglie cadenti cominciano a svegliarsi.
Per chi è rimasto sul divano col camino acceso fino ad ora, è il momento di alzarsi e andare nel vigneto a fare la potatura invernale o potatura secca.
Nel post precedente, che potere rileggere nella pagina della viticoltura, vi avevo anticipato che non c' è un periodo specifico per la potatura, ma si deve agire secondo le proprie esigenze e tempistiche.
Ricordatevi comunque una cosa: sia che la potatura la facciate a novembre, sia che la facciate a marzo, la vendemmia è sempre una sola.
Vi spiegherò dunque come si fa la potatura secca o invernale.
Innanzi tutto si chiama potatura secca perchè anche se i rami sono verdi all' interno, la corteccia è secca e il processo di lignificazione si è completato. Se vi accorgete che il ramo non è completamente lignificato, forse la pianta può avere una malattia. Se i rami sono secchi anche dentro, allora la pianta è morta.
La chiamano anche potatura invernale perchè appunto si fa in inverno.
Più avanti parleremo della potatura verde.

La prima fase della potatura secca è scegliere il tipo di allevamento della pianta.
Ci sono principalmente 2 tipi di allevamento: pergola e spalliera
La pergola può essere semplice, o doppia e varia a seconda della regione, la spalliera, è il tipo di allevamento più usato e si divide in cordone speronato e cordone rinnovato o "Guyot" Il tipo di allevamento varia anche in base alla varietà della pianta.
Io vi spiegherò i due sistemi a spalliera.
La spalliera intanto è l' insieme di pali piantati nel terreno e i fili orizzontali che corrono lungo tutto il filare. Ricorda proprio la spalliera che si usa nelle palestre per fare ginnastica. Il filo più basso, quello dove si lega la pianta, si chiama filo di banchina.

Cordone rinnovato o "Guyot"

Per capire il cordone speronato, bisogna avere chiaro in mente come funziona il cordone rinnovato; nel disegno sotto si vede bene il cordone marrone che va legato al filo di banchina, e le gemme verdi dalle quali nasceranno i rami che daranno l' uva. Non tutte le gemme daranno frutti, alcune solo foglie. La potatura consiste nell' eliminare i rami 1, 2, 3, 4 e il cordone. ll ramo 5, diventerà il nuovo cordone. Vicino al n° 5, c' è una gemma (basale) dalla quale nascerà il cordone del prossimo anno e così via.

I nuovi vigneti, cominciano a dare i primi frutti dopo 3 anni. Quindi per la potatura secca del 3° anno questo schema va letto dal basso verso l' alto. Per le potature successive, si legge così come si vede.
E' chiaro che nella potatura del 3° anno, non ci saranno i rami 1, 2, 3 e 4, ma solo il n°5 che andrà piegato e legato sul filo.

Schema 1  

Se decidiamo di allevare a cordone speronato, la potatura del 4° anno andrà fatta diversamente seguendo lo schema 2

Schema 2


In pratica nella potatura del 4° anno, si lascerà per ogni ramo (1,2,3,4 dello schema 1) uno sperone che non è altro che un pezzo di ramo con almeno la prima gemma. Da questa gemma nascerà il ramo che farà i frutti. Nasceranno anche altri rami alla base dello sperone, quindi direttamente dal cordone o dalle gemme basali di ogni ramo. Questi diventeranno gli speroni del prossimo anno.
Prima vi dicevo che la scelta dell' allevamento varia a seconda del vitigno, perchè ad esempio la Franconia e anche il Merlot se non ricordo male, hanno la caratteristica che le prime 2 gemme di ogni ramo non danno frutto, pertanto si dovrebbe lasciare uno sperone con almeno 3 gemme. Le prime due darebbero solo foglie e quindi troppa vegetazione. Vi spiegherò poi con la potatura verde l' importanza dell' equilibrio della vegetazione.

Schemi come questi, magari anche più chiari, li trovate su internet ovunque.

Prima

Dopo

Ho fatto 2 foto nel mio vigneto di cabernet. Avevo dapprima potato a 2 gemme i rami. Nella prima foto si vede bene lo sperone centrale cresciuto nel 2012 e potato nel 2013 e i 2 speroni laterali cresciuti nel 2013 e potati nel 2014. (foto successiva) 


 

lunedì 27 gennaio 2014

Follia Latina

Siamo alla fine di gennaio e la costruzione di Follia Latina prosegue spedita. Le vacanze natalizie mi hanno permesso di completare le cordonature interne, le appendici esterne (timone e deriva) le panche e il capo di banda che sto finendo di incollare.
Nella gallery potete vedere alcune foto.
Ho già tagliato l' albero e l' antenna in alluminio e sto cercando un velaio che mi costruisca la vela senza spennarmi. 

A questo punto della costruzione, posso girare lo scafo e stuccare le giunzioni tra i pannelli. Una volta stuccate le parti basterà una cordonatura con la fibra di nylon e la resina epossidica come ho fatto all' interno.