mercoledì 26 febbraio 2014

Record Italiano SM45 Indoor

Il nostro folle amico Campione di Adrara San Rocco Ugo Piccioli non finisce mai di stupire e stupirci. Dopo aver battuto il record del mondo del Giro della Glera, domenica a Padova ha ottenuto un fantastico record italiano sugli 800 indoor cat.SM45 correndoli in 2’00’’76.
Ugo ha  compiuto un’impresa nell’impresa perché ha tirato da solo la gara dal primo all’ultimo metro. Sapeva di valere il record, ma correndo praticamente senza avversari era un’impresa davvero molto difficile.  Per realizzare questa record  si era preparato  molto bene sia fisicamente che mentalmente. Ha ripassato più volte il film della gara e  l’ha messo in pratica senza sbagliare nessun passaggio:
 29’’11 - 59’’20 - 1’30’’11.   La cosa che gli ha fatto più piacere è stata la telefonata  poco prima della gara  del suo amico-rivale Francesco D’Agostino (detentore del record precedente in 2’01’’63) il quale gli ha fatto un grosso e sincero in bocca al lupo per il tentativo di battere il suo record.  Questo è il clima che regna nel mondo dell’atletica,  rivalità sana e sportiva, grande amicizia, stima  e rispetto reciproco.  Ugo sta iniziando a raccogliere i frutti dei tanti sacrifici e duri allenamenti  che sta facendo da  4 mesi.  Ora si gode  fino in fondo  questo grandissimo risultato e la soddisfazione è ancora maggiore perché  è tutto frutto esclusivamente delle sue  doti fisiche, mentali e di duro lavoro (Ugo da sempre è  contrario e fa  uso nemmeno del benché minimo integratore ancorchè lecito).  I prossimi appuntamenti per il nostro campione sono i campionati italiani tra 15 giorni ad Ancona dove Ugo tenterà di conquistare la maglia di Campione Italiano sui 1500 e a fine marzo cercherà un importante piazzamento ai Campionati Mondiali Indoor in programma a Budapest.                                         
Forza Ugo, sei forte e ce la farai.



martedì 25 febbraio 2014

Potatura secca

Siamo alla fine di febbraio e le giornate si allungano. Il sole comincia a riscaldare l' aria e la natura si risveglia lentamente. Anche le nostre piante di uva, che avevamo lasciato a ottobre con le foglie cadenti cominciano a svegliarsi.
Per chi è rimasto sul divano col camino acceso fino ad ora, è il momento di alzarsi e andare nel vigneto a fare la potatura invernale o potatura secca.
Nel post precedente, che potere rileggere nella pagina della viticoltura, vi avevo anticipato che non c' è un periodo specifico per la potatura, ma si deve agire secondo le proprie esigenze e tempistiche.
Ricordatevi comunque una cosa: sia che la potatura la facciate a novembre, sia che la facciate a marzo, la vendemmia è sempre una sola.
Vi spiegherò dunque come si fa la potatura secca o invernale.
Innanzi tutto si chiama potatura secca perchè anche se i rami sono verdi all' interno, la corteccia è secca e il processo di lignificazione si è completato. Se vi accorgete che il ramo non è completamente lignificato, forse la pianta può avere una malattia. Se i rami sono secchi anche dentro, allora la pianta è morta.
La chiamano anche potatura invernale perchè appunto si fa in inverno.
Più avanti parleremo della potatura verde.

La prima fase della potatura secca è scegliere il tipo di allevamento della pianta.
Ci sono principalmente 2 tipi di allevamento: pergola e spalliera
La pergola può essere semplice, o doppia e varia a seconda della regione, la spalliera, è il tipo di allevamento più usato e si divide in cordone speronato e cordone rinnovato o "Guyot" Il tipo di allevamento varia anche in base alla varietà della pianta.
Io vi spiegherò i due sistemi a spalliera.
La spalliera intanto è l' insieme di pali piantati nel terreno e i fili orizzontali che corrono lungo tutto il filare. Ricorda proprio la spalliera che si usa nelle palestre per fare ginnastica. Il filo più basso, quello dove si lega la pianta, si chiama filo di banchina.

Cordone rinnovato o "Guyot"

Per capire il cordone speronato, bisogna avere chiaro in mente come funziona il cordone rinnovato; nel disegno sotto si vede bene il cordone marrone che va legato al filo di banchina, e le gemme verdi dalle quali nasceranno i rami che daranno l' uva. Non tutte le gemme daranno frutti, alcune solo foglie. La potatura consiste nell' eliminare i rami 1, 2, 3, 4 e il cordone. ll ramo 5, diventerà il nuovo cordone. Vicino al n° 5, c' è una gemma (basale) dalla quale nascerà il cordone del prossimo anno e così via.

I nuovi vigneti, cominciano a dare i primi frutti dopo 3 anni. Quindi per la potatura secca del 3° anno questo schema va letto dal basso verso l' alto. Per le potature successive, si legge così come si vede.
E' chiaro che nella potatura del 3° anno, non ci saranno i rami 1, 2, 3 e 4, ma solo il n°5 che andrà piegato e legato sul filo.

Schema 1  

Se decidiamo di allevare a cordone speronato, la potatura del 4° anno andrà fatta diversamente seguendo lo schema 2

Schema 2


In pratica nella potatura del 4° anno, si lascerà per ogni ramo (1,2,3,4 dello schema 1) uno sperone che non è altro che un pezzo di ramo con almeno la prima gemma. Da questa gemma nascerà il ramo che farà i frutti. Nasceranno anche altri rami alla base dello sperone, quindi direttamente dal cordone o dalle gemme basali di ogni ramo. Questi diventeranno gli speroni del prossimo anno.
Prima vi dicevo che la scelta dell' allevamento varia a seconda del vitigno, perchè ad esempio la Franconia e anche il Merlot se non ricordo male, hanno la caratteristica che le prime 2 gemme di ogni ramo non danno frutto, pertanto si dovrebbe lasciare uno sperone con almeno 3 gemme. Le prime due darebbero solo foglie e quindi troppa vegetazione. Vi spiegherò poi con la potatura verde l' importanza dell' equilibrio della vegetazione.

Schemi come questi, magari anche più chiari, li trovate su internet ovunque.

Prima

Dopo

Ho fatto 2 foto nel mio vigneto di cabernet. Avevo dapprima potato a 2 gemme i rami. Nella prima foto si vede bene lo sperone centrale cresciuto nel 2012 e potato nel 2013 e i 2 speroni laterali cresciuti nel 2013 e potati nel 2014. (foto successiva)