giovedì 27 marzo 2014

Non si ferma più

Il nostro pazzissimo compaesano Ugo Piccioli sembra che non voglia mai finire di stupirci.
Ma stavolta ha davvero esagerato e si è trasformato in un vero e proprio  pazzo cannibale vincendo ad Ancona  ben 2 Titoli di Campione Italiano sugli 800 e 1500.  
Ugo è entrato così nella storia del nostro piccolo paese essendo il primo adrarese a vincere il titolo di Campione d’Italia.

La gara sui 1500 Ugo l’ha vinta abbastanza facilmente,  dopo un primo 1000  molto lento, gli è bastato incrementare il ritmo gli ultimi 500 metri per avere la meglio su tutti gli avversari. La gioia  è stata davvero tanta perché Ugo ha vinto la sua prima maglia tricolore della sua lussureggiante carriera.


Nella gara degli 800 ha compiuto un vero e proprio capolavoro tecnico-tattico perché battere il suo  amico e campione europeo in carica Francesco D’Agostino non è stato per nulla facile. Ugo ha condotto la gara dal primo all’ultimo metro, ma il suo forte avversario gli  è stato vicino per tutta la gara.  Gli ultimi 100 metri ha tentato di recuperare quei 3 metri che lo distanziavano da Ugo, ma il nostro campione ha resistito all’attacco andando a vincere anche quest’altro titolo.
Ugo ci ha creduto fino alla fine e ce l'ha fatta. E’ stato davvero bravissimo ed è entrato nella storia adrarese.
Ad Ancona Ugo ha avuto il supporto di 2 tifosi speciali, ovvero del suo miglior amico Giuseppe accompagnato dalla fidanzata Viviana i quali si sono fatti ben 900 chilometri e 9 ore di auto per non perdere l’impresa di Ugo esponendo lo striscione che avevano fatto fare e che incoraggiava Ugo a vincere il titolo italiano.
L’emozione è stata davvero fortissima e Ugo ha potuto condividere la sua immensa felicità con i suoi 2 amici.
Ugo ha coronato così il sogno che inseguiva da anni.
Gustatevi i video che meglio testimoniano le imprese compiute dal nostro folle amico e che mettono in risalto la sua gioia incontenibile.

Gara degli 800

Gara dei 1500


giovedì 6 marzo 2014

Caricare la barca sull' auto

Voglio mostrarvi il prototipo del porta barca che realizzerò per Follia Latina la deriva da 3 mt che sto costruendo. Il progetto non è una mia invenzione ma ho preso spunto da un' azienda australiana che li commercia. On line trovate decine di video di questo sistema che permette di caricare le barche sul portapacchi dell' auto semplicemente schiacciando un bottone. Io non userò un argano elettrico, perchè costa più della barca, bensì un semplice verricello manuale. 
Sul sito www.diecipiedi.it, trovate altri sistemi molto più semplici ma ugualmente validi e funzionali.
In un primo momento ero intenzionato a realizzare un sistema che mi permettesse di togliere la barca lateralmente, ma poi ho pensato che in spazi ristretti, mi sarei trovato in difficoltà allora ho avviato le ricerche su internet e devo dire che questi australiani ne sanno una più del diavolo
Avevo già realizzato il modello in scala della barca quindi assemblare il prototipo del porta barca è stato semplice. Facendo modellismo navale avevo già tutti i listelli. La cosa più importante è il punto di fissaggio delle funi che sollevano la barca. Nel modello reale, i rulli che qui ho semplicemente incollato, avranno un sistema di regolazione per poter bilanciare i pesi della barca ed evitare che una volta sul tetto della macchina non cada rovinosamente. La posizione delle funi fa si che tutto sia bilanciato e nel modello in scala credo di esserci andato molto vicino. La barca in scala è molto leggera e non fa attrito sul rullo trasportatore (quello con lo scotch verde) pertanto la "calata" urge di una leggera spinta con la mano.
Tutto il telaio verrà realizzato in alluminio e peserà circa 25 KG.


video

Dovrei cominciare la costruzione del telaio in alluminio fra qualche settimana e realizzerò poi il filmato con la barca e soprattutto la macchina vera, non una scatola di cartone, perchè servirà un tubolare fissato al paraurti per far appoggiare la barca in fase di discesa. Il tubolare andrà fissato nel vano del gancio di traino che io ho già. Cercherò comunque un' altra soluzione per agevolare chi non ha il gancio di traino.